Se può essere utile anche alle altre persone, avrei necessità di informazioni sulla "flebite chimica" provocata dalla chemioterapia e dei rimedi per prevenirla o almeno curarla efficacemente, eliminando il dolore alle braccia, che è veramente fastidioso. Grazie!
Risponde la dr.ssa Michela Maur
Unità di Oncologia Medica Dipartimento Integrato di Oncologia ed Ematologia, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia Policlinico di Modena :
Lo stravaso è una complicanza rara ma rilevante, che può anche causare necrosi del tessuti, infezioni, danni ai tendini e nervi circostanti la zona di stravaso e a volte ritardi nella prosecuzione della terapia. L’incidenza di stravasi da vene periferiche (braccia) varia dall’ 1% al 6.5%. E’ necessario che chiunque somministri la chemioterapia sia un professionista adeguatamente informato sul tale problema, sia per ridurne l’incidenza che la gravità. Gli effetti dello stravaso sui tessuti dipendono molto dal tipo di farmaco che viene somministrato.
Esistono diversi fattori di rischio che possono favorire lo stravaso, alcuni dipendono dalla tecnica di somministrazione (infusioni continue), dai dispositivi di somministrazione (tipo di catetere venoso periferico), dalle caratteristiche fisico-chimiche del farmaco e alcuni direttamente dal paziente (paziente con linfedema del braccio, scarsità di vene nell’avambraccio, diabete, patologie della circolazione periferica, precedenti chemioterapie con sclerosi-indurimento delle vene etc..).
In relazione allo stravaso i farmaci antineoplastici si dividono in:
- IRRITANTI causano soltanto infiammazione ed irritazione
- NECROTIZZANTI producono un danno immediato, rimangono a lungo nei tessuti provocando un danno tissutale progressivo con ulcerazione; spesso richiedono un intervento chirurgico, possono dare dolore e comportare esiti molto gravi da un punto di vista funzionale
- IRRITANTI provocano un danno immediato seguito però da riparazione dei tessuti
- NEUTRALI non provocano reazioni locali
La scoperta precoce dello stravaso è di fondamentale importanza per limitare i danni. I segni e sintomi sono: bruciore, dolore locale, rossore, cute a chiazze con possibile rigonfiamento al tatto e aumento della temperatura locale. Si può avere un indurimento della zona e desquamazione. Può evolvere nel tempo in una lesione ulcerativa necrotica. Esistono specifici protocolli di trattamento dello stravaso, con diversi antidoti a seconda del farmaco usato. La prevenzione dello stravaso va fatta scegliendo adeguati accessi venosi periferici, cateteri venosi, controllando prima la funzionalità della vena mediante l’iniezione di una soluzione neutra e verificando il ritorno ematico, operando dei lavaggi adeguati al termine della chemioterapia, o scegliendo quando necessario dei cateteri venosi centrali. In caso di indurimento/sclerosi cronica della vena dopo chemioterapia il trattamento è sintomatico con antidolorifici a antiinfiammatori per via sistemica. Va tuttavia ricordato che in alcuni casi l’effetto di indurimento diventa cronico e persistente nel tempo, pur attenuandosi parzialmente, e difficilmente beneficia di trattamenti farmacologici prolungati.
Lo stravaso è l’accidentale infiltrazione/fuoriuscita di un liquido o un farmaco dal sito dell’iniezione al tessuto sottocutaneo circostante. La flebite chimica è un infiammazione della vena durante l’infusione, spesso associata a rossore e dolore locale, prurito o bruciore. Tende a risolversi con la semplice riduzione della velocità di infusione del farmaco,o con eventuali trattamenti antinfiammatori e antidolorifici per uso locale e/o sistemico.