DOMANDA. Ciao, vorrei proporre all'oncologa un argomento: perchè non parlate un po' del mio tipo di tumore, il cosiddetto triple-negative? So che colpisce circa il 15% delle pazienti, soprattutto le giovani e le afroamericane, e che purtroppo non sono state ancora messe a punto armi "intelligenti" per affrontarlo. In rete si trova molto poco, e di solito notizie non molto incoraggianti, e infatti le donne che si trovano a combattere con questo tumore di solito si deprimono parecchio (negli Stati Uniti hanno anche creato una fondazione, se vi interessa: http://tnbcfoundation.org/index.html ). Vorrei sapere se c'è qualche bella novità, almeno in fase di studio.
Risponde la dr.ssa Michela Maur
Unità di Oncologia Medica Dipartimento Integrato di Oncologia ed Ematologia, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia Policlinico di Modena :
Non esiste il tumore mammario “triple negative” (triplo negativo), ma i tumori mammari tripli negativi, che pur presentando tra loro delle forti analogie nel profilo molecolare hanno poi diverse storie naturali e prognosi. Ad oggi non è completamente noto il motivo di questo differente comportamento. Considerati complessivamente i tumori mammari tripli negativi sono circa il 10-15% di tutti i carcinomi mammari, colpiscono più frequentemente le pazienti più giovani (< 50 anni) e più frequentemente le donne afro-americane. Sono così chiamati perché non esprimono i recettori ormonali ( né il recettore per l’estrogeno ER, né quello per il Progesterone PgR ), e perché mancano dell’espressione del recettore di membrana HER2 (ER negativo, PgR negativo, HER2 negativo).
La maggioranza di questi tumori presenta un alto grado istologico G3.
Possono manifestare un atteggiamento più aggressivo, e quando diffondono preferiscono la via ematica a quella linfatica od ossea.
Da un punto di vista terapeutico l’assenza dei recettori ormonali da un lato e l’assenza di HER2 dall’altro, limitano le armi a disposizione dell’oncologo. Questi tumori sono infatti ORMONO NON-RESPONSIVI per cui non può essere usata la terapia ormonale. Inoltre non è possibile usare farmaci mirati sul bersaglio molecolare HER2 (vedi trastuzumab e lapatinib).
L’unica arma ad oggi a disposizione per la cura di questi tumori è la chemioterapia.
In particolare alcuni tipi di tumore triplo negativi hanno dimostrato una alta percentuale di risposte dopo la chemioterapia preoperatoria (neoadiuvante) con ANTRACICLINE risultando particolarmente chemiosensibili a questi farmaci.
Sono attualmente in corso studi che stanno valutando l’efficacia della chemioterapia con CARBOPLATINO/CISPLATINO/DOCETAXEL (TAXOTERE) in pazienti con tumori avanzati.
E’ stato inoltre dimostrato che il 60% dei tumori tripli negativi esprime il recettore per il fattore di crescite epidermico (EGFR), mentre l’amplificazione di questo gene è presente nel 25% dei casi. Sono in corso alcuni studi per testare l’efficacia del CETUXIMAB (Ab monoclonale diretto contro l’EGFR) in associazione o meno al Carboplatino/Cisplatino sempre nella malattia avanzata.
Altri farmaci in corso di sperimentazione nei tumori tripli negativi sono l’ABRAXANE + BEVACIZUMAB * chemioterapia e SUNITINIB con potenziale antiangiogenetico (blocco della crescita dei vasi tumorali). Bisognerà tuttavia attendere ancora prima di avere i risultati di questi studi clinici. Alcuni risultati incoraggianti, in studi clinici di fase I/II (studi precoci), sono stati ottenuti con i PARP INIBITORI, partendo dal presupposto che spesso questi tumori presentano un alterazione funzionale del meccanismo di riparazione del DNA, ma i dati devono ancora essere confermati in studi più numerosi e prospettici.